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Concerto in forma scenica a cura del Dipartimento di Musica Antica e di TESPI del Conservatorio statale di musica “G. Verdi” di Torino, in collaborazione con la cattedra di scenografia e scenografia teatrale dell’Accademia Albertina

Lo spettacolo è in costume, la realizzazione musicale prevede strumenti originali e voci solistiche e un ensemble madrigalistico di sei cantanti. Gli intermedi rinascimentali erano spettacoli inseriti come riempitivo tra gli atti e le scene di commedie umanistiche, pastorali, tragedie o rappresentazioni allegoriche in occasione di solenni cerimonie. Furono uno dei più importanti antecedenti dell’opera moderna.

La realizzazione del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio, unitamente al laboratorio scenotecnico dell’Accademia Albertina è frutto di un approfondito studio filologico delle musiche, dei costumi e della forma scenica in modo da ricostruire l’anima della rappresentazione tardorinascimentale.

Gli Intermedi della Pellegrina

I più importanti intermedi che ci sono pervenuti sono stati quelli composti per la commedia La pellegrina di Girolamo Bargagli e che vennero eseguiti nel 1589 a Firenze in occasione delle nozze di Ferdinando de’ Medici e Cristina di Lorena, evento per il quale furono mobilitati i maggiori compositori che all’epoca gravitavano attorno alla città toscana. Gli intermedi possono essere considerati come diretti antecedenti dell’opera in musica, anche perché ad essi collaborarono alcuni tra dei musicisti della Camerata Bardi.

La musica fu scritta da Luca Marenzio, il più illustre madrigalista dell’epoca, per quanto riguarda il secondo e il terzo degli intermedi, e da Cristofano Malvezzi, maestro di cappella della cattedrale di Firenze. L’impresario musicale fu Emilio de’ Cavalieri, che operò da supervisore delle attività artistiche della corte e che presto divenne famoso per il primo oratorio della storia della musica: la Rappresentazione di Anima e di Corpo. Egli contribuì alla stesura musicale di alcuni pezzi, tra cui il brillante finale. Altri tre compositori contribuirono alla scrittura di tre pezzi ciascuno: Jacopo Peri, Giulio Caccini (i futuri compositori della prima opera italiana l’Euridice) e Giovanni de’ Bardi, sopraintendente degli spettacoli della corte. Il testo venne curato dal giovane poeta Ottavio Rinuccini.Il successo fu talmente ampio che Ferdinando de Medici ordinò un fatto senza precedenti, ossia che Cristofano Malvezzi pubblicasse le musiche. Questo rappresenta per noi una immensa fortuna perché ciò ha permesso che tale forma d’arte così potesse giungere fino a noi.

Destinatari: scuole secondarie di primo e secondo grado