«L’arte, dal buio profondo, urla aiuto, urla per lo spirito: questo è Espressionismo»

Così, nel 1916, lo scrittore viennese Bahr descriveva una corrente di pensiero che avrebbe scosso gli animi di molti artisti intorno agli anni della Prima Guerra Mondiale. Dal 22 febbraio al 29 marzo 2019 quel grido scuoterà Torino attraverso il Festival Espressionismo, che si dipana in 24 appuntamenti, molti dei quali gratuiti. Anche quest’anno, infatti, dopo le entusiasmanti esperienze dei Festival Casella, Vivaldi e Strauss, la Città di Torino e un nutrito gruppo di enti culturali del territorio fanno squadra per offrire un programma monografico e interdisciplinare.
A far da cornice al Festival, due importanti serate sinfoniche: la prima, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, propone un pezzo che anticipa le istanze espressioniste, il poema sinfonico Pelleas und Melisande di Schönberg; la seconda, con l’Orchestra del Teatro Regio, propone una composizione che si poggia sull’eredità espressionista, il Concerto per orchestra di Béla Bartók. Tra questi due appuntamenti, spiccano per interesse e numero le sette proiezioni cinematografiche a cura del Museo Nazionale del Cinema e del Goethe Institut Turin, che percorrono la storia del cinema tedesco degli anni Venti: Il gabinetto del Dottor Caligari e Il Golem sono solo alcuni dei contundenti titoli in programma. L’invito al cinema si estende alla sala del CineTeatro Baretti con due opere in video, un classico, Lulu di Berg, e una stimolante rarità, Die Vögel di Braunfels.
Le dissonanze della Seconda Scuola di Vienna dominano i concerti da camera. I giovani allievi del Conservatorio Giuseppe Verdi suonano i pezzi giovanili di Webern e Berg; gli Archi dell’Orchestra Polledro mettono a confronto un Sestetto di Schönberg e uno di Korngold; l’Associazione De Sono affida ad archi fiati e pianoforte le musiche di Berg, di Schönberg e del “progressivo” Brahms; infine, anche l’Accademia di Musica di Pinerolo propone un confronto tra il maestro di Amburgo e i suoi rivoluzionari colleghi.
L’Unione Musicale dispiega, sul pianoforte di Emanuele Arciuli, un intrigante ventaglio di pezzi espressionisti e non. Altrettanto originale e, quasi provocatorio, è il titolo scelto dall’Orchestra Filarmonica di Torino per il suo contributo al Festival, Serenità, dietro il quale si cela un intreccio di pagine di Hindemith, Strauss e Beethoven.
Al Festival Espressionismo non mancano gli appuntamenti di musica vocale, come quello liederistico dell’Associazione Concertante Progetto Arte & Musica e il concerto bifronte dell’Accademia Stefano Tempia, che mostrerà sia il volto sorridente della Vienna fin de siècle sia quello tormentato degli anni Dieci e Venti.
Per svelare il concetto sfuggente di Espressionismo, completano il programma il concerto-spettacolo di InPoetica, ispirato alla figura di Schönberg, e tre incontri di approfondimento culturale, curati rispettivamente dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, dalle Biblioteche Civiche Torinesi e dal Centro Studi sul Teatro Musicale dell’Università di Torino in collaborazione con Arianna per la Musica (quest’ultimo sarà accompagnato da una serata musicale) . Il Centro Studi, inoltre, nutrirà la curiosità del pubblico con i contenuti della pagina Facebook Programmi fuori sala.

Le manifestazioni artistiche espressioniste possono intimidire, perché per loro natura sono oscure, difficili. Il Festival Espressionismo è un’occasione imperdibile per lasciarsi investire dalla forza del loro urlo e provare a decifrarlo.