La seconda parte delle Serate musicali si aprirà, il 1° marzo, con un concerto inserito nel cartellone del tradizionale Festival musicale ideato dalla città, quest’anno dedicato all’Espressionismo, quel febbrile periodo compreso tra la prima e la seconda guerra mondiale che impresse una svolta importante alla produzione artistica e diede vita a una serie di partiture di rara intensità.

La tradizionale inaugurazione della seconda parte delle nostre Serate con l’orchestra degli studenti è quindi rimandata a venerdì 8 (con replica il 9), in un suggestivo concerto tutto incentrato sulla musica russa. Ascolteremo infatti due capolavori di Modest Musorgskij – i Quadri di un’esposizione e Una notte sul Monte Calvo – oltre a un concerto per tromba del compositore sovietico Alexander Arutiunian.

Nella formazione dei giovani musicisti è importante poter avere, periodicamente, incontri con docenti di fama che diano un respiro internazionale alla loro preparazione. Tre di questi incontri si concluderanno con i concerti finali delle Master Class di Bruno Giuranna (il 15 marzo 2019), di Christophe Giovaninetti (il 10 maggio 2019) e di Francesco Manara (il 24 maggio 2019); questi ultimi due si esibiranno insieme agli studenti.

Agli amanti del Novecento proponiamo poi un percorso decisamente articolato, che a partire dal 22 marzo 2019 permetterà di ascoltare opere molto diverse tra loro, per pianoforte, archi, fiati, coro a cappella e gruppi da camera di varia formazione, in un panorama estremamente composito e di grande interesse per la molteplicità di stili, linguaggi e provenienza geografica degli autori. Ci si potrà così raffigurare una mappa personale seguendo le proprie inclinazioni e andando alla scoperta di brani rari e poco eseguiti, in una sorta di caccia al tesoro ricca di sorprese e novità.

Per i tanti appassionati di pianoforte segnaliamo il doppio appuntamento del 29 marzo – alle ore 18.30 con Aspettando le Serate e alle ore 21.00 con il consueto concerto del venerdì – intitolato Piano Mania e interamente dedicato al più famoso degli strumenti, con un repertorio che va da Bach e Beethoven a Chopin, Liszt e Prokof’ev.

Se invece cercate un’esperienza davvero speciale, non potete mancare al concerto del 5 aprile, tutto dedicato alla musica elettronica e in particolare a uno dei musicisti di maggior spicco in questo settore, l’americano Alvin Lucier, di cui verranno presentate due delle opere più significative: Gentle Fire e The Queen of the South, entrambe composte all’inizio degli anni Settanta.

Chi ama il surrealismo e il divertissement si segni la data del 9 aprile, serata dedicata a Façade di W. Walton, il brano che diede immediata notorietà al ventunenne compositore britannico, protetto (e forse qualcosa di più) della nota scrittrice Edith Sitwell, autrice dei vivacissimi testi che animano l’opera. Nella stessa serata si potranno ascoltare alcuni ensemble di ottoni in un programma decisamente accattivante che comprende anche una breve Suite di colonne sonore da film famosi.

La musica da camera è da sempre un terreno speciale per i compositori, un ambito più personale e meno soggetto a confronti, nel quale gli autori si sentono liberi di esprimere i propri sentimenti più intimi e segreti, seppur in modo criptato. Sono molti gli appuntamenti di rilievo quest’anno, a partire da una nutrita rassegna di trii, tra cui i due dell’Op. 70 di Beethoven (l’8 marzo e il 26 aprile), la Serenata per trio d’archi di E. Dohnanyi (ancora l’8 marzo), i due rari trii con clarinetto diC. Frühling (il 26 aprile) e di A. Zemlinsky (il 10 maggio), il famoso Trio ‘Dumky’ di A. Dvořák e il capolavoro finale di C. Debussy, la Sonata per flauto, viola e arpa (sempre il 10 maggio), ultima composizione dell’autore prima della morte.

Un’altra proposta poco comune sarà quella della classe di percussioni, che il 3 maggio vedrà riuniti la Scuola di formazione e orientamento musicale, il Conservatoire de la Vallée d’Aoste, il Conservatorio di Torino e l’Ensemble Artistique De Bolomakoté, in una sorta di grande jam session basata su musiche originali dalla tradizione Burkinabé di Yaya Ouattara. È uno sguardo nuovo su parte del patrimonio musicale popolare africano, incentrato sull’elemento portante degli strumenti a percussione e rivisto in una dimensione moderna.

Per il secondo anno il festival Torino città delle mille corde, dedicato agli strumenti a pizzico e imperniato sul tema del viaggio, avrà la sua inaugurazione in Conservatorio nella serata del 17 maggio. Sarà un’occasione particolare, che vedrà il coinvolgimento di ben sei scuole di differenti discipline in una sinergia di grande fascino sonoro che darà vita a colori, atmosfere e suggestioni musicali inedite.

Il secondo appuntamento con l’orchestra degli studenti, all’insegna del classicismo, sarà sabato 18 maggio 2019, quando verrà eseguito, tra l’altro, uno dei concerti per pianoforte più belli e famosi di Mozart, quello in la maggiore KV 488, il cui meraviglioso Adagio non smette, dopo più di duecento anni, di colpirci al cuore.

È una tradizione a cui teniamo molto e di cui siamo orgogliosi quella della partecipazione di Libera ai nostri concerti. Quest’anno i docenti di composizione hanno proposto ad alcuni studenti di comporre dei brevi brani ispirati alla lotta contro tutte le mafie che caratterizza l’operato dell’associazione creata da Don Ciotti nel 1995. Potrete ascoltarli e dare un concreto sostegno all’associazione nella serata di martedì 28 maggio.

Continua anche la collaborazione con l’Orchestra Filarmonica di Torino, nella serata dedicata ai giovani direttori d’orchestra e a solisti selezionati. Il 31 maggio verranno eseguiti il brillante Concerto n. 1 per pianoforte di Mendelssohn, alcune Ouverture e l’ottava Sinfonia di Beethoven.

Chi è curioso di mettere a confronto prassi esecutive storiche ed interpretazioni moderne, su strumenti d’epoca e contemporanei, non deve perdere il concerto del 7 giugno dedicato al movimento dello Sturm und Drang, che si affermò nella musica con un certo ritardo rispetto alla letteratura ma con un effetto dirompente che di fatto aprì le porte al Romanticismo.

Anche il Conservatorio vuole partecipare alle celebrazioni per il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna, e lo farà, martedì 18 giugno, con un evento particolare diviso in due parti. Le scuole di musica vocale da camera e di jazz testimonieranno, ciascuna a suo modo, l’influenza di questo corpo celeste sulla produzione musicale classica, pop, rock e jazz. La serata avrà proporzioni maggiori rispetto alle altre e si inoltrerà fino alle soglie della notte per festeggiare l’evento storico che 50 anni fa tolse un po’ di romanticismo al nostro satellite e inorgoglì il mondo scientifico per la nuova e attesa conquista.0001

Nell’ultima delle nostre Serate, il 21 giugno, sarà protagonista il Coro da camera del Conservatorio, alle prese con un repertorio moderno comprendente alcuni brani degli allievi di composizione dedicati alla Madonna, figura tuttora centrale della nostra cultura.

Anche quest’anno siamo certi che i nostri studenti vi daranno, con le loro esecuzioni, una dimostrazione di quella combinazione speciale di talento, sensibilità e preparazione indispensabile al fiorire della loro cultura musicale che ci auguriamo possa continuare a svilupparsi e crescere.

Con questo prezioso bagaglio vorremmo che andassero in giro per il mondo come messaggeri di quella bellezza e poesia che ancora ci sono indispensabili e che non possiamo permetterci di perdere.

Buon ascolto!

Carlo Bertola

Coordinatore delle Serate Musicali