19 concerti nei Musei della città, 9 concerti nei Musei scolastici e in 8 Biblioteche civiche, una tavola rotonda  e quasi 200 esecutori: questo è il Festival Torino Città delle 1000 corde  che il Conservatorio dona alla sua città per esaltarne la cultura, i Musei, le diverse Istituzioni che fanno di Torino da sempre una città unica. Ma quale è stata la scintilla che ha generato tutto ciò? Un’immagine che mi porto dentro da parecchio tempo: quella del “Veliero” di Carlo Buffagnotti, musicista e pittore seicentesco che nella sua visionarietà ci trascina fuori da uno specifico spazio temporale con la musica e la pittura. La musica dipinta sulle vele è il vento che sospinge il vascello, in questo viaggio immaginario dall’antichità ai nostri giorni. Il nostro equipaggio ha lavorato dallo scorso giugno con a capo il comandante Marco Zuccarini, Direttore del nostro Conservatorio, ed abbiamo immaginato, fantasticato, studiato, cercato e scritto fiumi di mail. La città ha risposto ed il risultato lo potete vedere tutti.

Quale musica si ascolterà? Per poterla sentire dovete mettere piede nei principali Musei della Città a cominciare dalle Residenze Sabaude che sono state protagoniste di una ricerca storica ad esse dedicata, che potrete ascoltare nel programma barocco per arpe, chitarre e voce. Il risultato vi stupirà in quanto appositamente abbiamo mischiato strumenti antichi e moderni. Quello che noi oggi percepiamo come passato, era contemporaneo per i protagonisti di queste feste e spettacoli: abbiamo volutamente rinunciare a questa gerarchia temporale. Da Palazzo Reale a  Palazzo Madama, Villa della Regina, gli Appartamenti di Mezzanotte dei Principi di Carignano con una gita fuori porta nella splendida Reggia di Venaria Reale, questi i luoghi dove potrete ascoltare le musiche appositamente composte per occasioni quali tra le molte le nozze tra Margarita di Savoia e Francesco Gonzaga.

Navigare vuol dire conoscere popoli e altre culture e questo avviene al Museo Egizio e al Mao e all’Archivio della Città di Torino , con programmi dove la musica antica e quella contemporanea si rincorrono al suono del’ oud, dell’arciliuto, della kozba, del ukulele e delle chitarre elettriche. Le suggestioni musicali e pittoriche proseguono alla GAM e al Museo Ettore Fico. Per non dimenticare che Torino oltre che essere la città attraversata dalla Dora, Pò e Sturna è città circondata dalle montagne, approderemo con arpe celtiche e strepitosi solisti di chitarra ed arpa classica al Museo della Montagna, per toccare sia quello della Frutta che quello dell’Anatomia e il Museo Pietro Micca.  

Ci affiancano giovanissimi esecutori di molte Associazioni musicali cittadine, scuole medie ad indirizzo musicale e ben due licei musicali che animeranno insieme ai nostri valorosi studenti il Borgo Medioevale, la Residenza Carlo Alberto, i Musei scolastici. Uno spazio intimo è riservato ai concerti nelle 8 Biblioteche civiche e tutto il nostro esercito di arpe con contorno di chitarre si interrogherà sulla figura del musicista oggi, sulla sua formazione dove il  cambiamento veloce è la vera sfida del domani.

Non è una tempesta, ma La Tempesta di Vivaldi la potrete ascoltare nella splendida cornice della Chiesa di Santa Chiara, da poco restituita alla città  e nell’Auditorium omonimo della Biblioteca Nazionale dove solo nella giornata del 29 maggio, in chiusura del Festival potrete ammirare i manoscritti vivaldiani.  Navigando, in fin dei conti siamo tutti sulla stessa barca!

Dora Filippone